sabbia


Gli esseri umani vivono nel continuo confronto fra se stessi e l’ambiente che li circonda in una sorta di “partita” sensoriale.

Le sollecitazioni psico fisiche cui sono sottoposti determinano in loro stati di benessere o malessere che esprimono anche il grado di soddisfazione alle proprie aspettative. Molto spesso le nostre condizioni di vita dipendono da aspetti esterni al nostro organismo. Le stesse condizioni di salute o di igiene organica e mentale sono strettamente interrelate con le relazioni attive tra individui, o con l’intera comunità di appartenenza, o con l’Ambiente intorno, o con l’intimità dei propri spazi esclusivi.

Siamo immersi  in una sabbia sensuale vitale e stimolante.

Legittimo porci alcuni interrogativi. (???)

Se sia l’ambiente di cui siamo parte a condizionarci l’esistenza, o se non sia invece il contrario; e quanto la nostra azione diretta sulle condizioni ambientali influisca sui nostri destini. Certamente sussistono condizioni invariabili all’influenza umana. Le condizioni climatiche e meteorologiche per esempio, dipendono assai poco da atti di volontà. Eppure queste influiscono sul nostro stato d’animo, come probabilmente influiscono la massa terrestre, o la condizione spaziale ed energetica dei pianeti e più in generale dell’universo. Pensiamo anche a quanto il soleggiamento o il vento o la stabilità geologica della terra, influiscano sul nostro umore o sulla organizzazione dello spazio urbano e delle nostre abitazioni. Tutti abbiamo sentito parlare di Regole dell’Universo, o di Leggi Divine, o di altre Teorie Fantastiche, predicate come regole assolute e immutevoli, cui sarebbe opportuno porgere le nostre esistenze. Il campo delle nostre conoscenze appare certamente limitato a coloro che hanno approfondito studi e ricerche. Siamo certi che esiste altro di assai più profondo, in parte noto ad alcune sensibilità molto particolari, in gran parte sconosciuto quale opera di entità oltre che umane, attribuibili da molte persone alla mano di Dio che io chiamo Natura. Non è ragionevole, ne umanamente accettabile, frustrare le convinzioni di chichessia nel professare fedelmente una dottrina piuttosto che un’altra. Posso solo affermare da ricercatore quale sono, che per analizzare e comprendere ciò che va oltre le scoperte delle scienze umane, occorre conoscere bene queste ultime. Quanto a dire che prima di parlare di Metafisica, occorre conoscere la Fisica, e così via attraverso la Matematica, la Chimica, la Filosofia, fino alle scoperte più recenti nei vari ambiti disciplinari. Capita infatti troppo spesso che piccole questioni in verità note producano stupore e interrogativi che vengono rilegati come postulato complessivo a dimostrazione di teorie assurde e fuorvianti.

La carica che ne viene costruita è tale da alitare consenso alla fiamma incosciente di molti esseri umani.

In verità molto si spiega con facilità, per quanto il tutto risulti in verità ignoto.

Trattare materie come il Benessere Fisico e Psicologico degli esseri umani è compito di diversi ambiti disciplinari tra cui l’Architettura.

Chi se ne occupa è chiamato a dare corpo solido alle funzionalità umane e a costruire emittenti significative di emozioni, in nome della gioia delle persone, del rispetto di identità singole o collettive, di rappresentatività e ritualità etniche. Per costruire lo spazio ove si cimentano quotidianamente gli individui, occorre avere una profonda conoscenza dell’individuo. Tuttavia la cultura umanistica dell’Architetto e le sue competenze Tecniche e Artistiche, spesso non sono sufficienti ad assolvere le tematiche loro assegnate. Manca qualcosa di cui raramente essi tengono conto; questo elemento è la conoscenza degli usi, delle consuetudini, delle convinzioni delle comunità che ci hanno preceduto, siano esse antiche o recenti. Sono discipline di cui spesso dubitiamo o che addirittura non conosciamo in quanto non spiegabili scientificamente. Queste sono deducibili esclusivamente dallo studio di antichi trattati o da approfondite osservazioni sul corso della natura, del mondo animale e vegetale, dell’essere umano, e più in generale dell’universo che ci circonda. L’Architetto non può trascurare queste componenti che tanto hanno segnato la storia dell’umanità, in quanto elementi di conoscenza a prescindere di cui l’individuo non può fare a meno.

Comunque la si pensi, sono criteri che non costa niente applicare, pur costringendo l’Architetto ad abdicare una parte della propria condizione intellettuale ad altre discipline. La modernità di cui sono io stesso figlio, e che certamente non ripudio, ha dimenticato per strada una nutrita serie di accorgimenti costruttivi e di necessità psicologiche fondamentali per il benessere della collettività e dell’individuo. Un esempio che tutti potranno comprendere è la rinuncia ad una corretta esposizione delle case e delle corti secondo l’asse eliotermico e quindi al nord magnetico della terra. Una fiducia cieca nella capacità delle energie esauribili di riscaldare e raffrescare le nostre abitazioni, unite a una buona dose di speculazione edilizia, ha distratto progettisti e costruttori da un orientamento che garantisse Benessere alle abitazioni. Abbiamo dimenticato il concetto di ventilazione degli ambienti di vita, il corretto orientamento dei nostri letti, delle cucine, dei focolai, impedito un rapporto armonico con la terra, con l’acqua, col fuoco, col colore. La mancata adozione di tutti questi accorgimenti nell’allestimento degli spazi di vita hanno allontanato gli individui da una condizione di Benessere che ora tutti invocano. La stessa considerazione vale per gli Ospedali, le Scuole, i Tribunali, le Municipalità. Sono tutti luoghi ove le persone lavorano, vivono, soggiornano. Sono tutti edifici che negano anche semplici scorci panoramici, che non hanno aperture alla luce del sole, e neppure ombreggiamento estivo, naturale o artificiale che sia.

Sono edifici sordi alla sensibilità umana, alla sacralità dello spazio, all’anima di tutta la materia circostante, Naturale e Costruita.

Col passare degli anni percepisco il mondo intorno come nuclei aggregati di una sabbia misteriosa, aggregata in un corpo, così come in un pensiero, un’azione, un gabbiano, un vaso di porcellana, nei fiori che ci stanno dentro. Un’aggregazione che solo in minima parte è il frutto delle varie attività umane e che mi par doveroso fare in modo che sia orientata al bene delle persone e non al male. Questo è il contributo che vorrei dare al mio piccolo Mondo ..

Tratto liberamente da un mio Saggio del 13 Febbraio 2011