Jeddah


«Design Competition for the O.I.C. Headquarters in Jeddah»

ANNOUNCEMENT – Since its establishment, the OIC has achieved steady progress, as is observable in the increase of its membership which has reached 57 and the constant diversification of its field activities on the strength of its fully-fledged institutional structure.

RELAZIONE DI PROGETTO

Un affascinante contesto ambientale e urbano fanno da culla alla sede della Conferenza Islamica Intergovernativa. La Città di Jeddah è affacciata sul Mar Rosso, ma si apre con suggestive prospettive al paesaggio naturale dell’entroterra che accompagna i viaggiatori fino alla vicine Mecca Rihad e Medina. Il settore urbano che ospiterà il nuovo edificio è caratterizzato dalla presenza di edifici del passato e di edifici moderni e funzionali alle più recenti attività umane; un Master Plan preludio a trasformazioni imminenti e consistenti, che potrebbe essere semplicemente rivisto nelle geometrie definitive, ripropone il tema dell’Oasi funzionale e Compositiva come modello di sviluppo. Queste componenti ci hanno convinto sin dai primi schizzi che la sede dell’OIC doveva, con una spiccata componente organica e una risoluzione di tipo scultorea, astrarsi da un meccanico confronto con gli edifici e gli isolati vicini per collocarsi come una gemma in un contesto ambientale e culturale ben più ampio.

Abbiamo concepito un organismo dalle geometrie complesse, dalle mutevoli prospettive e fortemente caratterizzato sul piano compositivo; esso risponde ad un assioma molto semplice.

L’Architettura Istituzionale e Parlamentale del mondo Islamico non può ridursi alla semplicità significando essa una società di antiche radici e di importanza planetaria in continuo divenire; una prova muscolare in senso compositivo e tecnologico che bene esprime la coerenza dimostrata anche a costo di notevole sofferenza da tutti i membri della Conferenza.

L’apparente distacco dell’edificio da tutto ciò che di noto avremmo potuto citare e riproporre della cultura Architettonica del mondo Islamico risponde alla volontà di costruire un edificio monolitico come se fosse scavato nella pietra o disegnato dal vento; una sorta di rifugio apparso per caso nella città di Gedda; un’oasi di riflessione e di pace ai margini di una città ben precisa ma figlia di volontà espresse in un contesto socio-politico ben più ampio.

L’edificio che presentiamo rappresenta un’idea che troverà sicuramente nel successivo affinamento occasione di ulteriore contestualizzazione culturale e maggiore definizione di tutti gli elementi costitutivi e decorativi. La definizione attuale è comunque concepita nel rispetto di quei canoni Rinascimentali e delle note componenti Vitruviane. E’ possibile infatti verificare dagli elaborati presentati che Aspetto, Funzionalità e Stabilità sono già stati analizzati e risolti in una soluzione di massima che costituisce un’imbastitura che a lavoro finito ci sentiamo di confermare come modello di sviluppo dell’edificio.

Abbiamo ritenuto di rispettare puntualmente le richieste del Bando senza proporre modifiche; la ragione risiede non nella mancanza di volontà propositive ma nella convinzione che il processo progettuale non si esaurisca sin dalle prime battute ma che debba continuare in un confronto continuo con il Committente fino alla realizzazione dell’edificio e addirittura anche nel corso della vita dell’edificio stesso; potremmo affermare che questa soluzione metaprogettuale trovi nella Struttura tracciata, ampie possibilità di sviluppo e cambiamento che non era il caso di affrontare in questa fase di lavoro ma comunque sempre possibili.

Un gioco sottile fra la grande duna e il monolite denuncia la natura introversa, mai fortificata dell’edificio. La grande Hall trova fra questi due elementi primari la sua natura d’essere e il rapporto con la volta celeste. Il Grande Occhio in cristallo che vigila sulla sala conferenze riprende questo rapporto col cielo illuminando la sala e per trasparenza di una parte di questa anche la Hall sottostante. La grande Hall offre affacci diversi e su diversi livelli fra le diverse funzioni in una sorta di tessuto urbano complesso pur essendo un interno; essa permette con fluidità e flessibilità lo svolgimento di funzioni diverse. Il settore di uffici, dipartimenti e tutte le funzioni accessorie, la grande sala parlamentale e le sale conferenza, i diversi servizi e la ristorazione, sono tutti in relazione alla Hall e su più livelli a sottolineare questa fluidità. La grande Hall è passante ed è servita da due accessi di rappresentanza all’edificio; il primo rapportato al tessuto urbano sotto la grande duna; il secondo affacciato al parco determinato dal Master Plan proposto.

Tutte le singole funzioni sono accorpate in macroaree che rappresentano l’esatta trascrizione progettuale del bando. Gli accessi di ogni area è servita da accessi di esercizio e di rappresentanza così come da collegamenti orizzontali e verticali che ne consentono una rapida evacuazione in caso di emergenza. Anche la separazione di flusso fra fruitori diversi dell’edifico trova, oltrechè nell’applicazione di dispositivi elettronici e di controllo, soluzioni spaziali e distributive che educano all’uso dell’edificio.

Tutti i rivestimenti esterni dell’edificio sono stati pensati per essere realizzati con strati compositi di materiali diversi che portano come finitura esterna la Pietra; una pietra dalla tonalità calda piegata alla volontà delle superfici a doppia curvatura. Alcune fenditure ad andamento quasi sempre orizzontale scandiscono le superfici con aperture che permettono la vista sulla città senza essere mai irraggiate direttamente dal sole. All’interno della parte verticale della grande Hall il blocco uffici è completamente vetrato godendo di un irraggiamento diretto ma ammorbidito da velari frangisole. La pietra utilizzata negli esterni potrebbe essere utilizzata anche negli interni accoppiandola con marmi la cui preziosità dipende da elementi di valutazione economica che non ci sono stati forniti in questa fase di lavoro.

La struttura principale dell’edifico è in Cemento Armato, soprattutto per le strutture in elevazione e per i solai in Cemento Armato Precompresso. Alcune di queste parti potrebbero essere prefabbricate a terra. Una parte importante di struttura è invece in acciaio e riguarda la parte in elevazione delle superfici a doppia curvatura anche quale sottostruttura di complemento ai grandi pilastri di cemento armato, l’impalcato di copertura della Grande Sala Conferenze concepito sul modello del cerchio di bicicletta a raggi tiranti. Alcune sottostrutture in metalli non ferrosi leggeri accoppiati a resine epossidiche, fibre di carbonio e malte umide specialib permettono di realizzare con facilità gli elementi a doppia curvatura caratterizzanti i prospetti. La struttura è stata sottoposta ad una prima verifica di calcolo.

Gli impianti, soprattutto di climatizzazione, sono appena accennati negli elaborati di progetto. Essi rispondono però ad una filosofia ben precisa che descriviamo di seguito. Produzione e distribuzione di flussi caldi e freddi in copertura e in alcuni vani interrati in particolare per quanto riguarda serbatoi di accumulo e compensazione; tanto sul blocco uffici che su quello convegni. Scambiatori fluido vettore aria in prossimità dei locali da servire sfruttando le numerose nicchie che si vengono facilmente a formare in tutte le parti dell’edificio. Il sistema dovrebbe integrare alcuni elementi radianti al trattamento dell’aria in un sistema complessivamente misto che stabilizzi maggiormente le temperature di esercizio con elementi ad alta inerzia termica. Il ricambio di aria e i sistemi di filtraggio e deumidificazione soprattutto sui locali più affollati non costituiscono problemi di sorta.

La descrizione dell’edificio fin qui articolata esaurisce il tema da un punto di vista Architettonico ma merita alcune informazioni sull’inserimento Ambientale. La volontà di relazionarsi al Master Plan proposto, al tessuto esistente e al carattere vagamente antropomorfo dell’Edificio progettato ci ha portati ad una soluzione che ben si armonizza con la necessità di recintare una parte dell’area senza determinare ostacoli fuori luogo pur garantendo idonee barriere ad intrusioni non autorizzate e il necessario lusso veicolare e pedonale. La risposta che abbiamo trovato usa una serie di estensioni della grande duna contrapposte ad un sistema di terrazzamenti e avvallamenti che garantendo tutte le funzionalità e le caratteristiche di sicurezza richieste amalgamasse l’edificio ai grandi ovali tracciati dal Master Plan intervenendo quindi con un’accurata progettazione della corte e dei giardini senza confrontarsi troppo col fregio del lotto messo a disposizione.

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