La terra fa il suo mestiere.


Ah .. i luoghi comuni .. e la loro evanescenza !

Terremoto voluto alla sbarra, Magistrati pronti, Periti tutti a posto. Una nutrita schiera di professionisti della componente strutturale degli edifici analizzano i resti dell’onda senza pietà.

Lo vogliono portare in giudizio. Accusa e Difesa che si dimenano cercando indizi e prove. L’opinione pubblica vuole il colpevole .. come sempre ! Ma il colpevole non si riesce ad incastrare, forse è innocente. La Terra vive le sue complesse dinamiche tutti i giorni, riceve sole, contrasta oceani, sviluppa forze invisibili .. sopporta l’uomo. Vive per l’appunto, e tutti dietro come acchiappafantasmi a volerne prevedere il divenire, a chieder calendari  sui prossimi cortei .. tutti a capire dove andranno le terre in moto.

Terre/Maremoti, Dissesti Idrogeologici, Frane, Alluvioni, Distacchi di Zolle Rocciose, sono eventi del tutto naturali e prevedibili nel senso che ..

è prevedibile che accadrà, ed è attendibile il “dove”,
più difficile il “quando” .. se non addirittura impossibile !

Per buona pace di sismologi, vulcanologi e appassionati cultori delle profezie attribuite ai Maja o agli antichi Cinesi, tutto questo sforzo nel cercare risposte a domande inutili non serve altro che a dare sollievo all’anima, ma non agli edifici, alle nostre case, alle scuole, alle alle fabbriche. Un sollievo evanescente tuttavia, che si esaurisce dopo pochi mesi dall’evento sismico, ma che lascia nella totale solitudine coloro che sul quel rumore e su quel movimento catastrofico, hanno conosciuto la paura che non ti abbandona, perdendo casa, vite umane, persone care.

La penisola Italiana è un grande stivale che ogni tanto tira un calcio, come un affettuoso puledro che sgambetta felice, ma non per questo è colpevole di alcunché. La Terra fa semplicemente il proprio mestiere e le persone dovrebbero fare altrettanto. Dovrebbero costruire gli edifici con criteri di resistenza al sisma, al vento, all’acqua. Dovrebbero attuare politiche di ricostruzione pre.sisma e non tanto post.sisma. Dovrebbero far tesoro del lavoro dei propri ricercatori che conoscono molto bene il “comportamento” di un edificio sottoposto ad un evento catastrofico. Dovrebbero rendersi conto che molta parte dei nostri edifici non è adatto a “resistere” a tutto ciò e che come tale va demolito e ricostruito, con una serie di procedure graduate convenientemente nel “tempo”, e in grado di dosare le “forze” umane disponibili. Dovremmo capire che proprio perché prevedibile (prevedibilmente accadrà), sarebbe d’obbligo mettere in sicurezza i nostri ricoveri quotidiani, fatti in parte di edifici solidi, di assoluta qualità, ma pure di “ciarpame edilizio” di stampo speculativo, per non dire mafioso.

Questo è l’unico calendario utile .. quello della ricostruzione di quanto non regge, e della sua messa in sicurezza (oltreché di monitoraggio) di tutto quanto costituisce pericolo per le persone. Impopolare considerazione me ne rendo conto, apparentemente di parte visto il mestiere che faccio. Tuttavia è tutto ciò che mi sento di dire.