Debito Pubblico


Lo Stato Italiano è pesantemente indebitato con cittadini italiani ed esteri, con gruppi di capitale o imprese. Il Debito soffoca ogni possibilità di sviluppo e crescita, o di miglioramento dei servizi essenziali alla vita delle persone, o di costruzione e rinnovamento del patrimonio pubblico di ambiti costruiti e naturali. Il Debito non permette di sopravvivere .. uccide!

Il Debito Pubblico va risanato e fatto rientrare.

Il Debito va riassorbito con Politiche di breve, media e lunga durata, e occorre molta lungimiranza e capacità imprenditoriale per “sistemare” i conti dello Stato. La necessità che questo accada è assoluta e urgente; serve a riattivare l’Economia nel rapporto fra le condizioni di vita della popolazione e i processi produttivi che la interessano. Processi che in un equilibrato rapporto fra Welfare e libera impresa, fra benessere generale e utile di chi rischia in proprio, potrebbero garantire uno sviluppo equo e al tempo stesso conveniente per chi vuole andare oltre. Una società indebitata senza che le risorse finanziarie producano  utilità, fallisce.

Il Debito non si risarcisce con altro debito.

Le proposte in materia economica, avanzate tanto da Berluscononi quanto da Bersani, hanno in comune la determinante di “spendere” altri quattrini ricorrendo all’emissione di titoli di stato. Ovvero faccio debiti ulteriori per “sostituire” parte del debito che già ho. Addirittura in alcuni casi si costruisce nuovo debito al passo di una decina di miliardi alla volta. Nessuno di questi allegri compagni di merenda stabilisce quale sia la redditività che questo debito ulteriore possa donare alla comunità; nessuno ci dice come ripianeremo questo debito, e nemmeno quale sia l’utilità che ne trarremo. Tutto appare come una promessa di stampo propagandistico. Il messaggio è:

Faccio Debiti ma riattivo la produzione di beni e servizi.
In questo modo scongiuro la chiusura di imprese e la moria di posti lavoro.

Non funziona esattamente così!
Ammettiamo che lo Stato voglia costruire scuole, ospedali, tribunali o carceri. In questo caso è evidente il ricorso a risorse pubbliche, siano esse costruite sul prelievo fiscale ordinario, che sulla finanza privata. La prima abbastanza scontata come meccanismo, la seconda “non esattamente condivisa da tutti” , in verità comprensibile se impostata come una sorta di “mutuo prestito direttamente da privati”. Comunque la si pensi la sostanza non cambia! Capitale Pubblico o Privato, “costa” allo stesso modo in un mercato ordinario, dunque trascuriamo il termine e ci soffermiamo sul significato primo dell’intervento pubblico.

Se mi occorre una infrastruttura o un servizio e se il suo costo è sostenibile, ne predispongo l’approvvigionamento o la realizzazione.

Al contrario .. se un’opera mi serve ma non posso permettermela, allora mi “attivo” perché questo possa accadere. I proclami elettoralistici e promesse come quella di restituire l’IMU versata per il 2’012 non servono a costruire ne scuole, ne ospedali, ne carceri. Tanto meno se la finanza Pubblica è al sangue per la morte di fior di imprese; chiuse o delocalizzate o assorbite da imprese straniere, messe al lumicino in un paese dove il potere contrattuale delle maestranze è ridotto a zero.

Il Gettito Fiscale è notevolmente ridotto e con lui la “possibilità di ripartire”.

Va da se che se le imprese chiudono, e se si riducono i posti di impiego delle risorse umane, ne consegue che il Gettito Fiscale è ridotto per la somma parentale di questi due fattori. Restano alchimie come l’aumento di tasse e imposte su servizi, o sulla casa, o sulle accise ai carburanti, e a tutte le porcherie inventate da governi di destra e sinistra. Fazioni opposte probabilmente ma legate dalle stesse, vogliose, irresistibili perversioni.

Un Paese decolla se riesce a mettere a reddito le sue risorse.

Ricchezze Ambientali, Artistiche, Infrastrutture, Clima, Competenze e Carattere delle Persone, Risorse Finanziarie, Beni Pubblici e Privati. Questo è il mix su cui lavorare. Lo Stato è pesante e va alleggerito. La Burocrazia è insostenibile e va tagliata col macete. I Privilegi sono indecenti e vanno revocati. Molte proprietà dello Stato non servono e non sarebbero utili nemmeno di qua a cent’anni .. meglio venderle! Tasse e Imposte sono uno dei mali più evidenti e vanno certamente ridotte, restituendo convenienza all’esercizio di mestieri e professioni. Evasione e Malavita organizzata .. mai punite abbastanza.

Come si mette a Reddito un Paese ?

Un Paese si mette a Reddito restituendo a tutte le componenti della società un motivo valido per ad andare avanti. Coloro che non partecipano alle elezioni dei propri rappresentanti in Parlamento, o che si lasciano ammaliare dalla prospettiva di una restituzione dell’IMU o dall’ultimo ritrovato di casa PD non partecipa di certo alla costruzione di una serie di motivazioni utili alla ripresa economica. Chi non “vede” oltre il proprio orticello o confessionale, è nemico della cosa pubblica, compresi i risparmiatori che lasciano un potere immenso a quelle stesse banche che eleggono i Monti, i Berlusconi e i Bersani, e probabilmente tutti i “competitor” che si animano quotidianamente su questa squallida scena che vuole uno Stato intero allo sbando, con i suoi stessi fornitori a fargli da Istituto di Credito.

I Debiti si pagano lavorando, o vendendo il superfluo, o presentando il conto a chi non ha pagato.

Non si pagano i debiti contraendo altri debiti e soprattutto non si uccidono famiglie e imprese con ordini del giorno criminali. Non voglio parlare di Fiscal Compact o del rapporto Debito/PIL, sono tutti termini tecnici la cui semplice definizione non ci dice nulla di buono se parliamo nel linguaggio delle persone comuni. Mi limito ad affermare che con questa classe politica non andiamo da nessuna parte, che la “ricetta” economica per risollevare le sorti del paese è di una banalità estrema, che la maggior parte degli Italiani non ha gli strumenti per capire, ma che ha certamente addosso tutta la pesantezza di un fardello ingrato, ma che proprio per questo dovrebbe affidarsi a coloro che ben sanno cosa occorre fare. Le Aziende sparite dal palinsesto produttivo e tutte quelle pur in attività non potranno sopportare ulteriori Tasse, quelle che addirittura hanno crediti reali nei confronti dello Stato che si configura possano essere restituiti in cinque anni se va tutto bene .. queste Aziende riusciranno a resistere ? Se un altro substrato di Imprese sarà costretto a chiudere a breve, cosa ne sarà del complessivo socio economico a queste legato ?

Gli Italiani che tifano per la Destra o per la Sinistra come fossero squadre di calcio .. hanno compreso che questa distinzione non ha più senso per l’avanzata suprema della Finanza, tanto sul Capitale quanto sulle cosidette Masse ?

Ai posteri l’ardua sentenza .. ardua per l’appunto !

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