Non è tutto Oro quel che luccica


Definito “acciaio vegetale”, grazie alla straordinaria resistenza meccanica, per la sua leggerezza e la sua forma cava, viene impiegato negli usi più disparati. Dai ponti sospesi, agli impianti irrigui, dagli arredi alle abitazioni. La sua resistenza alle sollecitazioni del vento e dei terremoti, e può essere adottato al posto dei classici materiali strutturali quali acciaio, calcestruzzo armato e legno.
Adatto addirittura alla creazione di armi, trappole, vele, carta, tessuti, telai per biciclette, farmaci e filtri per aria e acqua.
Può essere usato tranquillamente come armatura delle membrature di calcestruzzo fornendo così una efficace alternativa rispetto all’acciaio. Infine, le fibre di bambù sono una valida risorsa per la realizzazione di materiali compositi fatti con matrici sintetiche derivanti dal petrolio o naturali (bioplastiche).  Assieme alla Canapa è uno dei materiali più versatili e tenaci di cui disponiamo in natura.
Può essere coltivato tranquillamente in vivai, così come qualsiasi specie arborea adatto alla nostra zona climatica.

Definito Oro Verde da una buona parte dei paesi emergenti, in Italia non viene coltivato e neppure impiegato se non che in piccoli oggetti di uso comune. Probabilmente dovremmo riflettere attentamente su questa possibilità.

«La pianta di bambù è l’oro verde dell’uomo povero: una persona può sedersi in una casa di bambù sotto un tetto di bambù, su una sedia ad un tavolo fatti dello stesso bambù, con un cappello di bambù sulla sua testa e sandali di bambù ai piedi. Allo stesso tempo può tenere in un mano una ciotola di bambù, nell’altra bacchette di bambù che gli servono per mangiare germogli di bambù. Dopo aver consumato il suo pranzo, cucinato in un fuoco alimentato dalla combustione del bambù, il tavolo potrebbe essere pulito con un panno di fibre di bambù, può rinfrescarsi con un ventaglio in bambù, fare la siesta in un letto su di un materasso ed un cuscino fatti tutti di bambù. Al risveglio potrebbe fumare in una pipa di bambù e scrivere con una penna di bambù su carta da bambù, e poi portare in giornale i suoi articoli in cesti di bambù sospesi su di un’asta di bambù, con un ombrello di bambù sulla sua testa. Potrebbe attraversare un ponte sospeso costruito esclusivamente col bambù, bere acqua da una tubatura in bambù, e asciugarsi il viso con un fazzoletto, ottenuto con le fibre di bambù»

Atal Bihari Vajpayee
ex primo-ministro dell’India

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